« Amicizia. »

Il dono dell'amicizia è per l'uomo la particolarità che lo distingue dalle bestie.

Gli animali hanno i branchi, gli stormi, gli sciami.

L'uomo ha l'amicizia.

Che non implica di fatto il bisogno di avere accanto un altro uomo solo per non soffrire la solitudine, per la difesa o per la caccia.

Implica la fiducia, la benevolenza, la forza, la comprensione, l'ascolto, la fedeltà. (etc...)

L'essere complici, nonchè compagni, spalle su cui piangere, braccia a cui stringersi nel momento del bisogno, rocce, animi affini.

Eppure, sempre di più, consideriamo l'amicizia come qualcosa di futile.

Un semplice aggancio, un bottone di una camicia qualunque.

Siamo sempre più "conoscenti", mai profondamente "amici".

In greco "filos" vuol dire amante, amico, alleato, compagno.

Se intervistassi la gente per strada mi direbbe che filos, per l'appunto, era una parola usata dai greci. Fine della storia.

Perchè è sempre così difficile essere amici? Volersi bene, conoscere l'altro come si conosce se stessi, avere una persona con cui ci si diverte sempre indipendentemente?

Da quanto siamo diventati così riservati?

Da quanto conserviamo l'amicizia come un bene da tenere in cassaforte?

Mi sorprende, anche, la facilità con cui finisce l'amicizia.

Basta un semplice battibecco sul colore delle scarpe, sulla giornata troppo calda o sul tenpo per far finire un'amicizia.

Siamo diventati primedonne. Ci stanchiamo troppo in fretta.

E se dopo 12 anni si preferisce "l'amore" (sempre che a 18 anni si possa definire amore) all'amicizia, allora si torna ad essere perfetti sconosciuti dopo aver condiviso praticamente tutto.

Concordo con chi pensa che l'amore possa durare in eterno, ma a quest'età mi sembra un eufemismo.

E allora, all'età delle relazioni instabili, passionali ma destinate a concludersi, perchè si sente il bisogno di abbandonare l'amicizia da tanto tempo coltivata, perchè "non si ha abbastanza tempo per tutti e due"?

Perchè non si riesce a conciliare l'amore e l'amicizia, che di per sè sono sentimenti bellissimi, profondi e pieni di emozioni?

E se la relazione non va in porto si rimane soli?

No, si cerca di tornare dalle spalle consolatrici di quelli che malgrado tutto si considera ancora amici, aspettandosi di trovarli sempre gli stessi.

Non è così, mi spiace.

L'amicizia è come un orto.

Se lo si coltiva e lo si cura tutti i giorni cresce rigoglioso, regalando all'uomo magnifici doni. Se lo si lascia al suo destino giorno per giorno appassirà e morirà.

Così l'amicizia, quella vera, è sempre disponibile e pura.

Non si spegne mai negli anni se coltivata. Nemmeno in presenza dell'amore.

l_a32f5f83693f4579feeeddf6c2c1866d



♦ scleri di DonaTheCat
♦ 16:23 ♦ lunedì, 01 settembre 2008
commenti (3)



« Edie. »

E’ buffo come le luci di Manhattan riescano a stregarti.

Eppure, dopo alcuni mesi, quelle luci che tanto ti avevano impressionato, non le vedi nemmeno più.

La tua visuale si sposta sui volti delle persone, così tanto diverse, qui.

Ognuno ha un tratto diverso, ognuno ha un’espressione diversa.

Manhattan è un buon campo d’allenamento se vuoi diventare uno psicologo, un ritrattista oppure un serial killer.

Tante prede, tanti moventi.

 

Mi trasferii a Manhattan per lavoro, ero un manager di successo.

Venni assunto da una delle più importanti e ricche società di New York, la Seasons&Sons.

Iniziai a frequentare Trent, il figlio del presidente, nonché uno degli scapoli più ricchi e appetibili d’America.

Mi trovava ‘interessante’.

Se volevi essere amico di Trent le regole erano 3:

-essere belli e ricchi.

-essere scapoli.

-quando ti chiamava, la risposta era sempre ‘sì’.

Per cui, ogni sera ero invitato da Trent e dalla sua compagnia di amici snob nei locali più ‘in’ di New York.

Inutile dire che non potevo rifiutare i suoi inviti, nemmeno se il giorno dopo sarei dovuto andare al lavoro.

 

Quella sera fui invitato al Runaway e fu lì che la incontrai per la prima volta.

Lei.

Lei era bellissima, magnetica, misteriosa.

Tutti gli sguardi erano fissi su di lei, seduta in quel tavolo in mezzo alla sala, attorniata da una folla che era lì per ascoltare e guardare solo lei.

Lei con quegli occhi grandi, neri.

Lei era Eleanor, ma era anche Edie, Edith, Greta, Brigitte.

Lei era una, ma tante.

Ne rimasi affascinato.

Mi sorprendeva come la gente attorno la guardava ammirata e lei continuava a parlare, intenta nel suo discorso, incurante degli sguardi voraci poco attenti alle sue parole.

 

A metà serata uscii sul retro del locale, per fumare una Marlboro.

Lei era lì.

Mi accesi la sigaretta, ero teso.

Lei mi guardava, appoggiata al muro, vicina alle scale.

"Non ti ho mai visto in giro, eppure conosco ogni singolo volto di Manhattan. Chi sei, straniero?"

Rimasi spiazzato dal fatto che avesse parlato proprio con me.

"Jack. Sono Jack."

"Bene Jack. Benvenuto nella Manhattan che conta."

Era in tutto e per tutto uguale a Edie Sedgwick.

Era anche truccata e vestita come lei.

"Io sono Edie. Edie Sedgwick."

"Ma lei è morta", protestai.

"Non dire scemenze Jack. Lei è viva, non morirà mai. E questa sera lei è me e io sono lei."

Rimasi in silenzio, a guardarla, mentre fumava una Winston un po’ stropicciata.

“Sai Jack, le apparenze ingannano. Tu pensi di sapere chi sei, ma in realtà sei un cumulo di incertezze, di dubbi, di paure. Gli altri te le trasmettono e tu le trasmetti a chiunque ti dimostri interesse. Qui a Manhattan funziona così. Io sono in continua ricerca. Sono un po’ di questo e un po’ di quello. Sono tutto e niente. Ne vale la pena, sai? Provare un po’ di tutto intendo. Ogni giorno sono una persona diversa. Ogni giorno ho un nome nuovo.”

“Ma così non ti sentirai mai a casa.”

“Casa? È scontato Jack. La mia casa è Manhattan. E più che una casa è un grande palcoscenico. Tu, Jack, sei pronto ad esibirti?”

Rimasi di nuovo immobile, in silenzio, a guardarla mentre finiva la sigaretta.

“Tu mi piaci Jack. E sono sicura che io piaccio a te. Lo vedo dai tuoi occhi. Ma riuscirai a stare al gioco?Sta a te decidere.”

Spense la sigaretta e mi lasciò solo, con i miei dubbi e le mie paure.

La volevo.

moiEdie 002



♦ scleri di DonaTheCat
♦ 15:38 ♦ domenica, 15 giugno 2008
commenti (1)




«Perchè l'Italia è bella? Naturale! Buon cibo, grande cultura e soprattutto begli uomini!», esclamò Jane, una conoscente americana in vacanza per un mese in Italia.

E' naturale che la povera Jane non aveva conosciuto tutti gli uomini italiani. O li doveva ancora conoscere.

«Vedi, gli uomini americani sono tutti bastardi. Loro vogliono soltanto 3 cose da te: la bocca, le tette e quello che sta in mezzo alle gambe. Non c'è serietà nelle relazioni, si sta insieme tanto per scopare. L'amore non esiste. Gli uomini italiani invece sanno essere gentili, romantici, ti fanno sognare!».

Probabilmente Jane non ha capito che l'unica cosa che contraddistingue gli uomini italiani da quelli americani è la nazionalità scritta sulla carta d'identità.

Senza generalizzare, gli uomini stanno diventando sempre più cacciatori e noi donne, inevitabilmente, sempre più prede indifese (o quasi).

Sabato sera ero con 2 amiche in un locale che chiamerò Joe's Tavern.
Dopo due soli giri di vodka e rum eravamo diciamo "allegre".
I maschi predatori, in branco, sentendo la nostra ubriachezza nell'aere iniziarono ad importunarci. Anche uomini di età notevolmente più avanzata della nostra.

La tattica è avvicinarsi, magari sedersi strafottenti al tavolo delle malcapitate e iniziare un discorso nemmeno troppo serio.

Tutto fa brodo, insomma.

Soprattutto, non vedo la gentilezza, il romanticismo ed il sogno, citati prima dalla mia ingenua amica americana.

Il romanticismo esiste solamente per i ragazzini di 13-15 anni e per le coppie sposate da 20 anni.

E in quei 50 anni di tempo restanti?
Solo illusioni, vestiti buttati a terra e "ti amo" scritti nei messaggini.

Insomma, non dico che non esiste l'amore.
Esiste, eccome. Ed è anche bellissimo.
Ma rispetto a quando i nostri nonni corteggiavano le nostre nonne, regalando fiori e cioccolatini, così scontati oggi, ma allora erano l'equivalente di una borsetta di Prada, tutto è cambiato.

Niente baci di sfuggita e mani sotto le gonnelle di pizzo.
Niente emozioni strappa cuore.

Ora chiedi e ti sarà dato.
Easy, ma toglie quel brivido in più alla conquista.

Cara Jane, gli uomini italiani non sono più romantici.
Vogliono le stesse cose.
Però loro chiedono prima "per favore?".

newton_2



♦ scleri di DonaTheCat
♦ 19:28 ♦ mercoledì, 11 giugno 2008
commenti



Sono eclettica. Un'ascoltatrice, in tutti i sensi. Sono lunatica, il pagliaccio del gruppo. Mi piacciono le persone che sanno ridere. Vivo alla giornata, amo la notte. Electroindie attitude. Niente imitazioni.
Odi...
Odio Ravenna, i fancazzisti, l'ipocrisia, non spaziare mentalmente, le personeche non sanno ridere, le persone con la puzza sotto al naso, le amiche di gomma, la pioggia, il freddo, le persone che ti odiano e ti prendono per il culo anche se non ti conoscono, essere presa in giro per la mia statura, la gente ignorante che vuole lo stesso filosofare riguardo a tutto, fascisti, razzisti, nazisti, i truzzi e tutto ciò che rappresentano, cioè la società cinica e edonista.
...et Amo.
Amo la sigaretta dopo mangiato, la Francia (Paris Mon Amour), tutti i miei amici che mi aiutano, mi consolano, mi fanno ridere etc..e mi vogliono bene, uscire coi miei amici, essere politicamente schierata dove diavolo mi pare senza tenere conto dei giudizi negativi degli altri, lo sport soprattutto la pallavolo, leggere ascoltando un buon cd magari in giardino sotto il sole, la mia maglietta dei Ramones, l'essere convenzionale fuori (amo la moda, non posso farci nulla) ma l'essere anticonvenzionale dentro, la moda, LA MUSICA, disegnare e progettare vestiti, fare interessanti conversazioni riguardanti politica, cultura, arte e moda, il Nongio (una delle uniche ragioni per cui guardo MTV), i jeans skinny e le Nike Old School.
Rumore.
MGMT, Soulwax, Crookers, Calcutta Bubbles, Lady Gaga, YELLE, Gorillaz, NERD, Bonde De Role, Alphabeat, Arctic Monkeys, Baustelle, Cindy Lauper, Madonna, Crystal Castle, Daft Punk, Damien Rice, Digitalism, Francoise Hardy, Franza Ferdinand, Hercules & Love Affair, Kanye West, Ladyhawke, Ok Go, Pete And The Pirates, Placebo, Royksopp, Scissor Sisters, Shitdisco, The Gossip, The Postal Service, The Whip, The Ting Tings, Trentemoller, Il Teatro Degli Orrori, Le luci della centrale elettrica, Bloc Party, Maximo Park, Brand New, Apres La Classe, LaQuiete, Boy Sets Fire, Jimmy Eat World, Comeback Kid, Finch, Sense Field, Something Corporate, The Decemberists, The Fratellis, The Long Blondes, Sparta, Arcade Fire, The Chalets, The Noisettes, Yeah Yeah Yeahs, ...A Toys Orchestra, Tre Allegri Ragazzi Morti, Bluvertigo, Morgan, Amy Winehouse, Weezer, Foo Fighters, Verdena, Muse, Rage Against The Machine, Beatles, PJ Harvey, Radiohead, Melissa Auf Der Maur, Lou Reed, Patti Smith, Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Bob Dylan, Janis Joplin, Courtney Love, Hole, The Dresden Dolls, Ramones, Sex Pistols, Blondie, Distillers, Le tigre, Joy Division, The Cure, No doubt(amo Gwen Stefani).
Paparazzi.
*loading*
Past.
oggi
settembre 2008
giugno 2008
gennaio 2008
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
maggio 2007
aprile 2007
febbraio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006

Links
---> Calcutta Bubbles.
---> Davide/Ghibo
---> Filpippo
---> Mini
---> MySpace

°Credits°
Html & Graphic : -Queeny-
Photo: [x]
Materiale: [x] [x]
Hosting: [x] [x] [x]
Distribuito da: FDA & FDA Graphic